Come scegliere le corde per charango?

Uno dei principali problemi a cui va incontro un charanguista che viva in Europa è la scelta delle corde.

In Bolivia, Perù, Argentina e Cile trovare corde è relativamente semplice, a seconda del tipo di accordatura – temple – che si decide di usare sul proprio strumento. La scelta poi è piuttosto ampia anche in termini di marche e caratteristiche tecniche delle corde. Da noi, invece, l’argomento corde è un tasto dolente: si tratta di una questione più complessa ed è un problema reperire anche una semplice muta standard. Se però fino a pochi anni fa era praticamente impossibile trovare corde che non fossero prodotte nel continente sudamericano, oggi la situazione sta migliorando e iniziano ad essere disponibili almeno alcuni set standard da marchi europei. Scegliere le corde per il charango sta quindi diventando più semplice.

L’accordatura più diffusa è naturalmente il temple natural (GG-CC-EE-AA-EE), quindi per ora useremo quest come metro di paragone per le varie mute. Vediamo quali sono le più interessanti e che caratteristiche hanno, tenendo presente che l’ultimo giudizio valido è sempre e comunque quello dettato dal gusto del musicista. Alcuni marchi sono reperibili praticamente solo in Sud America, ma per fortuna in Italia esiste un validissimo produttore di corde per charango.

 

MEDINA ARTIGAS

Prodotte in Argentina, le corde Medina Artigas rappresentano certamente la tipologia di corde per charango più diffusa al mondo. Si tratta infatti delle corde che troviamo montate su quasi tutti i charangos che esposti nei mercati dei Paesi andini e quindi rappresenta quasi sempre il punto di partenza con cui i charanguisti si confrontano. Trovarle da noi è però molto difficile.

Si tratta di corde in nylon a media densità, dal caratteristico colore nero lucido. Sono pensate per strumenti il cui diapason oscilli fra i 350 ed i 370 mm. A seconda dei modelli possono essere interamente in nylon, oppure avere la corda più bassa rivestita in acciaio, per produrre un suono più marcato. Si tratta di corde di qualità discreta ma in effetti vanno considerate come un buon punto di partenza nella ricerca del proprio suono. Sono relativamente morbide, ma la resistenza alla tensione ed agli strappi non è molto elevata. A livello timbrico risultano un po’ deboli.

HISPANA

Anche queste sono corde argentine, ma a differenza delle Medina Artigas sono una scelta migliore. Il colore è sempre nero ma i diametri sono in generale lievemente maggiori. Il materiale è puro nylon, senza rivestimenti.

Il timbro delle Hispana è equilibrato decisamente brillante e la voce dello strumento ne beneficia in termini di potenza. Ciò è dovuto anche alla maggiore tensione che esercitano sul ponte, il che le rende ideali per il rasgueo e per le parti di accompagnamento e un po’ più rigide in caso di parti melodiche punteggiate. Temono molto i cambi di temperatura e in Italia sono difficili da reperire.

AQUILA

Le corde Aquila sono una produzione italiana che ha guadagnato un’ottima fama a livello internazionale e per questo sono facilmente reperibili. In particolare sono diventate famose grazie ad un materiale brevettato, il nylgut, che in sostanza unisce le caratteristiche timbriche del budello a quelle del nylon. Le corde per charango Aquila sono tutte in nylgut, e differiscono in base alla tensione (bassa, media o alta).

Si tratta di ottime corde, dal colore bianco perlato, che possono fare la differenza in termini di timbro, sebbene siano più orientate sulle frequenze medio alte. Il suono  del charango diventa particolarmente ricco e il feeling sotto i polpastrelli è piacevole. A noi sembrano le migliori attualmente sul mercato. Tuttavia, alcuni musicisti lamentano dei dettagli. Innanzitutto si parla spesso del lungo periodo di rodaggio: una volta montate hanno bisogno di essere riaccordate spesso prima di mantenersi piuttosto stabili. Inoltre lo strumento tende a perdere un po’ di volume di emissione se si usa la tensione leggera (ma questo è inevitabile). C’è comunque da aggiungere che il nuovo nylgut mantiene l’accordatura in maniera eccellente.

FLUOROCARBONIO

Le corde in fluorocarbonio per charango sono a nostro avviso il migliore compromesso fra caratteristiche tecniche e timbriche. Il fluorocarbonio è un materiale moderno piuttosto denso e stabile, il che lo rende decisamente superiore al nylon in termini di usabilità sugli strumenti musicali. E’ anche un materiale più rigido.

In Sud America è possibile trovarne nei negozi specializzati mentre in Italia, a parte quelle vendute Charango.it, è quasi impossibile.

Il timbro di queste corde è eccezionale. Lo strumento suona più chiaro e netto, con una notevole emissione sonora, soprattutto nelle parti di accompagnamento. Inoltre hanno una straordinaria resistenza alle escursioni termiche: l’accordatura si stabilizza rapidamente e non richiede continue correzioni nel tempo. La resistenza alla rottura è molto maggiore rispetto al nylon, ma mentre il nylon si spezza, il fluorocarbonio tende a sfilacciarsi. Se una corda sta arrivando a fine vita, quindi, è semplice rendersene conto perchè le rotture repentine sono rare. Infine il fluorocarbonio tende ad avere un effetto memoria più marcato rispetto al nylon e quindi è importante evitare di “strozzare” le corde per non creare distorsioni.

PYRAMID

Le corde Pyramid sono una produzione tedesca in puro nylon. Quelle per charango però lasciano abbastanza perplessi. Senza che vi sia una ragione plausibile, infatti, questo set elimina completamente il mi basso alla terza corda, creando quindi un doppio coro cantino (e” – e”) alla terza ed alla prima corda. Questa scelta, di fatto, le rende poco interessanti per chiunque desideri ottenere il massimo da uno strumento la cui estensione in ottave è già abbastanza ridotta.

E’ un peccato, perchè dal punto di vista timbrico si tratta tuttavia di buone corde che potrebbero competere con le Hispana argentine, forse leggermente più tese ma comunque piacevoli alla tastatura. Tuttavia sono un po’ deludenti per quanto riguarda la tenuta dell’accordatura e la resa acustica.