La Prima Noche De Charanguistas in Italia 3-8 Dicembre 2019

Dal 2 all’8 dicembre 2019 si è tenuta in Italia la prima tournèe de La Noche de Charanguistas. L’evento è stato organizzato da Patricio Sullivan e Monique Mizrahi, in collaborazione con Nicola Miele, Charango.it ed Aquila Corde. Quello che segue, e che abbiamo il piacere di pubblicare, è un breve ma significativo resoconto delle varie tappe della tour, scritto proprio da Monique Mizrahi, charanguista statunitense e collaboratrice di Charango.it.


La prima edizione italiana della Notte Dei Charanguisti (La Noche De Charanguistas) si è conclusa a Bologna dopo una settimana ricca di concerti, workshops e incontri, incentrati su questo piccolo e potente strumento andino con dieci corde. L’occasione è stata data dall’arrivo in Italia del Maestro Patricio Sullivan, rinomato musicista e insegnante di charango in Sudamerica, con base a Buenos Aires, nonché ideatore del format della “Noche De Charanguistas”.

Si tratta di un evento in cui si susseguono concerti e workshop, un modo di fare incontrare musicisti amanti del suono del charango e della cultura musicale andina. In Argentina si tratta di un evento ormai decennale, ma recentemente, grazie alla determinazione di Sullivan, si è avviato anche in Europa.

Il Maestro Sullivan ha anche aperto la prima scuola di Charanguisti in Argentina e lavora con scuole ed orchestre in zone emarginate di Buenos Aires. Oltre alla sua maestria musicale, si tratta di una persona di grandi doti culturali e pedagogiche, che sono emerse in ogni tappa del tour Italiano.

Dal 2 all’8 dicembre 2019, in tournée tra Padova, Roma, Venezia, Sarzana e Bologna, il ciclo di Noche de Charanguistas in Italia ha ospitato 5 concerti, 2 workshop, 1 seminario e la partecipazione di ben 17 charanguisti!

PADOVA – 3 dicembre

La giornata padovana ha avuto inizio presso l’Istituto di Istruzione Superiore Pietro Scalcerle dove, davanti a un gruppo di duecento studenti di lingua spagnola, si è tenuto un seminario specifico sulla cultura latinoamericana. L’evento, tenutosi interamente in spagnolo, ha dato agli studenti la possibilità di incontrare direttamente le culture di cui si parlava, comprenderle ed ascoltarne le musiche. Sullivan ha invitato ad immaginare le Ande, a immaginare la provenienza del charango, facendo anche riferimenti a fatti storici come l’arrivo degli Spagnoli e la storia musicale della regione andina. La presentazione ha coinvolto gli studenti fino a cantare assieme alcuni brani e ha visto anche uno dei professori della scuola salire sul palco per una commovente versione di “Ojos Azules” con quena e sikus. Sul palco, oltre a Sullivan, erano anche Monique Mizrahi e Nicola Miele, due musicisti e charanguisti che hanno accompagnato momenti dell’incontro con strumenti e voci.

ROMA – 4 dicembre

Il secondo giorno del tour è stato alla volta della Casa Cultura di Roma, presso il Consolato Argentino, in un palazzo storico su Via Veneto, dove i miglior artisti argentini si recano durante le visite in Italia. L’accoglienza del pubblico è stata calorosa, grazie alla grande presenza di amanti della musica argentina e andina, e di curiosi interessati a scoprire suoni e culture nuove. Sullivan ha suonato sia pezzi del repertorio tradizionale argentino ed andino, sia alcune proprie composizioni originali, in cui emerge una ricerca notevolmente virtuosa e personale sullo strumento. Anche qui l’accompagnamento sul palco di Mizrahi e Miele, oltre ad un ospite speciale: il charanguista romano Luca Di Giambattista.

VENEZIA – 5 dicembre

E’ stata la volta di Venezia e delle sue meravigliose calli per una volta colmate dalle note del charango. Grazie a Achille Zoni, charanguista e ideatore del sito www.charango.it – il primo portale sul charango in Italia – si riusciti ad organizzare un bel raduno di musicisti presso la sede dell’Associazione About. E’ stata una serata all’insegna della condivisione di varie voci del charango in Italia, tutte unite grazie alla Noche de Charanguistas e alla voglia di ascoltare, conoscere e suonare insieme al Maestro Sullivan.

Ad aprire le danze la maestria di Sullivan, seguito dal duo di Mizrahi (in arte Honeybird) e Miele. Hanno poi suonato il rinomato charanguista veneziano Mario Cardona in duo con il chitarrista David Beltran Soto Chero, formazione che prende il nome di Duo Coro. A seguire hanno suonato Achille Zoni accompagnato dalla fisarmonicista Veronica Canale e dal contrabbassista Antonio Petitto, proponendo alcune musiche originali degli spettacoli di Magdaclan Circo. Infine una sopresa, il charanguista cileno Michel Barros Bessone, ed in chiusura tutti i charanguisti presenti insieme per un finale entusiasmante, eseguendo “Cancion y Huayno (Poco a Poco)” accompagnati dal canto del pubblico. Un modo per portare una musica lontana a riscaldare il dicembre lagunare.

SARZANA – 6 dicembre

La tappa successiva è stata Sarzana, un luogo rilevantissimo in Italia per la musica acustica, dove si è svolto per molti anni l’Acoustic Guitar Workshop – da poco spostato all’interno del Cremona Music Exhibition. Il pomeriggio ha ospitato un workshop coinvolgente sul charango e i ritmi andini, e la sera un concerto presso l’Auditorium Armadillo Club di Sarzana: una serata sold-out, con il teatro pienissimo e musica e suono di altissima qualità. Il pubblico ha apprezzato molto l’evento, non solo per l’aspetto musicale ma anche per il chili preparato dal presidente e direttore artistico del’Armadillo Club, Alessio Ambrosi.

BOLOGNA – 8 dicembre

L’ultima tappa è stata invece a Bologna, presso la Scuola Popolare di Musica Ivan Illich. Si è radunato un grande gruppo di charanguisti, da varie regioni d’italia, interessati a conoscere meglio il charango e ad avere la possibiltà di imparare tecniche nuove dal Maestro Sullivan. Il workshop è durato tre ore, con una partecipazione di vari strumentisti (charango, clarinetto, bombo legüero, sikus, quena, chitarra), tra cui anche alcuni insegnanti della scuola. Si è studiato assieme un brano (El Humahuaqueño), eseguito poi dal vivo nel concerto della serata. Alla fine del concerto programmato si è poi proposto un “open mic”, un momento di esibizione libera, in cui vari participanti si sono esibiti sul charango, con un finale condiviso: del resto l’idea della Notte dei Charanguisti è proprio radunare e far conoscere altri musicisti e amanti del charango. Lo spirito di questo strumento e della sua natura come strumento rivoluzionario di un popolo ha ispirato tutti i partecipanti.

Il workshop di Bologna

In conclusione, la prima Notte dei Charanguisti italiana è stata un successo. Ha portato il charango in giro per l’Italia, unendo charanguisti di tutto il Paese, anche grazie al contributo di Aquila Corde, produttore rinomato di corde di charango, e del Ministero di Affari Esteri argentino. Il tour ha stimolato una nuova curiosità nel pubblico, avvicinatosi per conoscere meglio un nuovo strumento, ed ha ispirato i musicisti presenti, con la voglia di ascoltare, suonare e scoprire di più la ricca cultura della musica andina. Un totale di 17 charanguisti che vivono in Italia sono stati il nucleo di una rete che, speriamo, andrà espandendosi in Italia e anche a livello internazionale. E l’idea di unire i suonatori di charango e diffondere la bellezza di questo strumento spinge già a preparare le basi della prossima Noche de Charanguistas italiana, per il novembre 2020.

Monique Mizrahi per Charango.it