Scale armonizzate per terze

L’accordatura del charango è tale da permettere alcuni espedienti melodici molto interessanti ed espressivi. Nella musica tradizionale andina, ad esempio, si fa un uso intenso e di melodie che vengono armonizzate sugli intervalli di terza. La melodia, quindi, viene spesso rafforzata o addirittura interamente eseguita da bicordi che si trovano ad un intervallo di terza fra loro. A seconda degli accordi su cui si muove la melodia stessa, poi, questo intervallo può variare.

Questa caratteristica è interessante perchè contribuisce a costruire il suono particolarmente intenso e corale di molti brani tradizionali. Alcuni musicisti boliviani, soprattutto nell’area di Cochabamba, suonano le melodie quasi esclusivamente attraverso le scale armonizzate per terze. Nella musica peruviana, invece, gli intervalli di terza sono presenti ma sono spesso eseguiti in forma di trillo alternato.

Imparare a suonare le scale armonizzandole sulle terze è fondamentale per imparare a suonare bene il charango. Per questa ragione, vi propongo qui un brevissimo esercizio che vi mostrerà le posizioni principali della scala di La minore armonizzata sulle terze.

Il segreto per suonare correttamente queste scale è capire la relazione che c’è fra le coppie corde del charango: in particolare fra la prima e la quarta (Mi cantino e Do), che si trovano fra loro ad un intervallo di terza esatta. Il movimento di queste scale, come si vedrà, è quasi interamente basato sull’uso di queste due corde. A seconda della scala che si sta eseguendo, però, sarà di volta in volta necessario utilizzare anche la terza corda e la quinta, soprattutto per le scale costruite sulle note più gravi del charango, ovvero le note da Mi a Sol.

Scarica l’esercizio

Come eseguire l’esercizio

L’esercizio proposto va studiato a metronomo su un tempo comodo. Il suo scopo è familiarizzare con le posizioni della scala, fino a renderle automatiche. Le corde vanno pizzicate con indice sulla prima corda e pollice sulla quarta. La successione delle battute è tale da permettere al musicista di suonare senza interruzioni in un continuo ascendere e discendere lungo la scala.

L’esercizio è diviso in due parti: la prima è basata sulla scala minore naturale, mentre la seconda è basata sulla minore armonica. Entrambe sono molto rilevanti nella musica per charango e vanno studiate con attenzione.
Ogni riga presenta, sopra i bicordi, la notazione in numeri romani relativa ai gradi della scala per permettervi di capirne il ruolo rispetto alla struttura armonica. L’uso della scala minore armonica, che fa uso del VII grado maggiore (la cosiddetta sensibile), è imprescindibile per costruire l’accordo di E7, che è sua volta una posizione fondamentale che ricorre nella totalità dei brani tradizionali.

In entrambe le parti dell’esercizio, la prima riga permette di studiare la scala lungo l’estensione di un’ottava giusta. Notare che l’ultimo nella prima riga bicordo è effettivamente diverso da tutti gli altri: fa uso della quinta corda e rappresenta il VII grado della scala. Studiate questo movimento con cura.
La seconda riga, invece, estende ulteriormente la scala fino al 12° tasto, per iniziare a familiarizzare con i rivolti e le posizioni sulla parte più acuta della tastiera.

Buono studio!